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Porto Torres

Porto Torres

Fondata come colonia romana nel 46 a.c. ad opera di Giulio Cesare col nome di Turris Libisonis, la città di Porto Torres, e il relativo nome, nasce dal congiungimento dell’antico centro storico della città con il borgo dei pescatori che risiedevano nella zona del Porto.

Oggi come nel passato Porto Torres si colloca in un punto strategico, centrale rispetto al Golfo dell’Asinara, di fronte all’Isola omonima divenuta Parco Nazionale e Area Marina Protetta di straordinaria importanza, grazie all’inestimabile patrimonio archeologico e naturalistico presente.

Fino agli anni ’60 città tipicamente portuale e marinara con forti tradizioni nel settore dell’agricoltura, nel corso degli anni ’70 viene interessata da un forte processo di industrializzazione che, oltre alla riduzione delle attività legate all’agricoltura e alla pesca, provoca la mancata valorizzazione delle risorse ambientali e culturali presenti. L’intero territorio infatti, oltre ad offrire un tratto costiero di rilevante pregio paesaggistico costituito da magnifiche scogliere e piccole deliziose spiagge, è particolarmente ricco di bellezze naturali e di beni culturali di notevole pregio, appartenenti a varie epoche storiche e preistoriche:

  • la Basilica di San Gavino, la chiesa pisana più grande e antica della Sardegna
  • il Ponte Romano, ponte monumentale costruito nella prima metà del I° secolo d.c., uno dei pochi ancora integri presenti in Europa
  • il Palazzo di Re Barbaro, complesso termale risalente al periodo romano
  • le caratteristiche Torri Aragonesi, testimonianza del sistema di torri costiere che in Sardegna rivestivano un’indispensabile funzione difensiva per le popolazioni litoranee
  • due chiesette medioevali (San Gavino a Mare e Santa Maria di Balai), legate alla storia dei martiri protettori della città
  • diversi monumenti risalenti al periodo nuragico e l’importante necropoli di Su Crucifissu Mannu considerata una dei principali bacini fossili europei.

Il patrimonio storico-culturale della città viene inoltre arricchito dalla presenza del Porto, uno degli elementi che caratterizzano maggiormente il territorio. Interessato da imponenti lavori di rifacimento, nel tempo è divenuto, insieme alla tradizione marinara, un elemento costante che lega la città alle sue origini oltre a rivestire un ruolo centrale nella portualità regionale, quale secondo porto per importanza nel movimento merci- passeggeri.

Porto Torres dunque, grazie alla naturale collocazione in un tratto di costa tra i più suggestivi, alle ricchezze storiche e naturali e all’ubicazione baricentrica del porto rispetto al mediterraneo Occidentale, veste notevoli potenzialità quale centro di forte richiamo turistico.

La marineria presente è caratterizzata dalla predominanza di natanti di piccolissime dimensioni e da una presenza ancora consistente, seppur nel corso degli ultimi anni si è assistito ad un progressivo impoverimento del numero degli addetti. I prodotti ittici più significativi della marineria sono: il pesce azzurro (sardine e acciughe), i molluschi (polpi, calamari e seppie), i crostacei (aragoste e gamberi) e i pesci di fondo (triglie, saraghi e pagelli).

Attualmente si registra un importante investimento da parte dei pescatori più giovani in attività alternative alla pesca tradizionale o comunque abbinate ad essa, come ad esempio il pescaturismo.

L’apertura ad attività di questo genere rappresenta un segnale molto positivo di una, seppur iniziale, presa di coscienza delle grandi opportunità di sviluppo che il connubio tra il settore pesca e quello turistico possono determinare per l’intero territorio.

 

 

Attualmente non esiste un referente unico che rappresenti l’intera marineria. Esiste un Consorzio comprendente 10 società (CO.PE.GA), una cooperativa costituita dagli operatori della pesca a strascico ed altre piccole cooperative. Molti pescatori non risultano appartenenti a nessuna di queste dunque si è in attesa che si trovi un accordo e che si individui un referente per l’intero comparto di Porto Torres.

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